Intervista a Piergiacomo Cintorino (Jack), capobarca di Macana Maldives

Una nave non è uno scafo e una chiglia ma è libertà” (Jack Sparrow)

Intervista a Piergiacomo Cintorino, capobarca di Macana Maldives

Macana prima di essere un’azienda è passione, la passione di coloro che hanno contribuito a renderla un progetto vissuto dalla parte del mare e sul mare.

Ciao Piergiacomo, cominciamo dalla frase del capitano Jack Sparrow, cosa significa per te navigare su una barca alle Maldive?

Belle le leggende dei pirati… Per mia e nostra fortuna non è mai capitato di imbattermi in certi poco diplomatici e loschi individui; le acque Maldiviane da questo punto di vista sono sicure, ma di avventura, di fascino e di mistero sono comunque piene.

Ho avuto la fortuna di raggiungere questo paradiso per lavoro e di farvi ritorno per diversi anni consecutivi; qui ho avuto la possibilità di dare libero sfogo alla parte di me che si nutre di avventura, di novità e di curiosità. Ti ritrovi un giorno in navigazione con mare forza olio e con i delfini che saltano a prua della nave, un altro sei in avanscoperta su un’isola deserta in mezzo a palme da cocco e mangrovie, un altro ancora in mezzo alle stradine di terra battuta di un piccolo villaggio di pescatori. Per non parlare della magia che rivelano le sue acque, fra grandi filtratori oceanici e piccoli organismi colorati dalle forme bizzarre. La sensazione di fame di emozioni, a volte quasi placata, ti riempie di gratitudine ma ti spinge ad agognare ancora un altro orizzonte da inseguire.

Ci puoi raccontare come è stato il tuo primo incontro con la Macana Maldives e cosa ha significato per te?

Come dimenticarsene! Novembre 2017. Dopo essere tornato dalla stagione estiva a Santa Teresa di Gallura dagli amici del Blu dive, mi mettevo subito alla ricerca di una nuova avventura. In uno di quei giorni un annuncio su Facebook catturò la mia attenzione: “Macana Maldives cerca un biologo per lavorare come guida snorkeling a bordo di uno dei suoi motor yacht. Ammetto che le Maldive le avevo viste solo in quelle immagini “da cartolina” che a breve avrei avuto sotto il naso per mesi. Dopo aver mandato il CV ci fu il primo scambio di mail con Stefano. Mi informava che Donatella era per caso a Palermo, quindi avrei potuto fare il colloquio nei giorni successivi. A quel punto capii che forse non era solo un caso e forse qualcosa di nuovo per me era veramente alle porte. Fra l’incredulità che non mi abbandonava e l’entusiasmo galoppante, circa un mese dopo ero in volo verso le Maldive dove sarei arrivato una settimana prima di Natale. Beh, proprio uno di quei treni, quelli che passano veramente di rado e ti ribaltano la vita ricordandoti che non è mai troppo tardi per cominciare qualcosa di nuovo.

Come nasce la tua passione per il mare e la subacquea?

Sono cresciuto in un posto meraviglioso a due passi dal mare, in provincia di Palermo. Da piccolo, durante l’estate passavo intere giornate al mare in una zona vicino casa mia, nei pressi di un’antica tonnara. Il mio posto era quello: scogli, pozze e spacche dove curiosavo per scovare qualunque cosa stuzzicasse la mia curiosità.  A circa 5 anni mio padre mi insegnò a fare le prime apnee e seguitai con lo snorkeling, il nuoto e qualunque attività mi desse la possibilità di stare in acqua. La sempre crescente curiosità per qualsivoglia forma di vita animale e vegetale e il suo “funzionamento”, mi spinse a intraprendere gli studi universitari in biologia e, ad interessarmi sempre maggiormente alla biodiversità marina. Devo il mio “battesimo” subacqueo a un amico che mi iniziò a questa attività magica! Le prime immersioni, nei fondali di Cala Rossa a Terrasini, ricchi di vita bentonica, grotte e cuniculi sommersi, innescarono un effetto domino che mi portò a considerare la possibilità, brevetto dopo brevetto, di fare della subacquea il mio lavoro. Le prime immersioni alle Maldive, senza dubbio una “Mecca della subacquea” per livello di biodiversità e comfort d’immersione, mi convinsero che questa era la strada giusta per me.

Quali sono i tuoi primi ricordi delle Maldive, appena arrivato?

Ricordo, si, di essere totalmente inebetito, con un sorriso e occhi a mandorla stile turista cinese al cospetto di una meravigliosa opera d’arte. Vedere gli atolli dall’alto alle prime luci dell’alba, dopo una notte ovviamente insonne in volo, mi aveva già provocato una scarica smisurata di serotonina. Prendere consapevolezza del fatto che quello sarebbe stato il mio “ufficio” per i prossimi mesi fu un’emozione non da poco. Nelle ore successive Valter mi venne a prendere in aeroporto con un Dhony. Durante la prima navigazione verso la barca cominciai ad atterrare effettivamente alle Maldive mentre l’immaginazione mi portava ad esplorare ogni angolo di quelle isole e di quei mari.

C’è stato un momento in cui ti sei sentito particolarmente felice del lavoro che fai?

Avendo la fortuna di fare questo lavoro, di momenti felici ne ho vissuti davvero parecchi. Mi viene in mente una delle prime immersioni in pass fatta all’inizio della prima stagione. Quella settimana niente snorkelisti per me, quindi seguivo i gruppi di subacquei capitanati da Ornella. Fu una vera e propria bomba di adrenalina. La parte più estasiante, dopo avere sostato sul bordo della cigliata che ci permetteva di osservare decine di squali grigi ossigenarsi contro corrente, a circa 30metri di profondità, fu il momento in cui ci staccammo dal fondale che definisce una sorta di gradino, per “volare” verso l’interno dell’atollo liberi dal peso delle nostre attrezzature. Oppure ricordo una giornata dell’ultima stagione prima dell’allarme COVID. Stavolta lavoravo come capobarca, ed eravamo sulla rotta per Malè dopo una settimana magica e piena di sorprese evidentemente non ancora esaurite. Durante la navigazione nella zona di Guraidhoo, delle pinne scure e particolarmente voluminose fendevano la superficie dell’acqua in una giornata in cui di vento non ce n’era nemmeno un alito. A poche decine di metri d’acqua dalla barca un gruppo di Globicefali! Ci avvicinammo e rallentammo fino ad averli davanti la prua, da dove li vedemmo continuare a guizzare per qualche minuto che sembrò un’eternità. Che meraviglia! Eh…ce ne sarebbero a decine da raccontare di questi momenti!

Un’ultima domanda: quanto è importante conoscere e rispettare gli ambienti marini per il futuro del pianeta?

In un’epoca in cui si vive troppo freneticamente, troviamo raramente il tempo per fermarci e pensare a quali sono le possibili conseguenze delle nostre scelte quotidiane e capire qual è la nostra responsabilità in quanto OSPITI di questo pianeta. La misura è colma ormai da troppo tempo e non possiamo più aspettare che certe misure di contenimento ci vengano imposte dall’alto. Ogni individuo delle nostre comunità porta il debito gravoso di decenni di superficialità, di menefreghismo che ha portato ad uno sfruttamento dell’ecosistema marino insostenibile. L’unica strada è la presa di coscienza e l’azione. Da biologo, mettendo a disposizione le mie conoscenze, ho sposato con entusiasmo la missione divulgativa di Macana Maldives e altre iniziative della compagnia che hanno un valore davvero importante per ridurre l’impatto del turismo di massa, in un paradiso terrestre che merita di essere protetto. Oltre alle lezioni di biologia marina tenute a bordo durante le vacanze dei nostri ospiti, collaboriamo attivamente con diversi enti che si occupano di tutela e monitoraggio di specie a rischio, fornendo loro dati fondamentali per il monitoraggio e la salvaguardia delle stesse. I progetti di Citizen Science, che mirano a coinvolgere direttamente i fruitori dell’ecosistema marino nella raccolta di dati utili ai fini del campionamento o degli studi etologici di diverse specie, rendono alla comunità scientifica dati quantitativamente imponenti e qualitativamente più che validi grazie all’affiancamento degli addetti ai lavori. Credo che tutti gli operatori del settore debbano farsi carico di informare, sensibilizzare e coinvolgere i fruitori, affinché gli ecosistemi marini, i più grandi scrigni di vita e di biodiversità del nostro pianeta, vengano protetti dall’approccio utilitaristico e violento che noi OSPITI continuiamo a perseguire.

Vi aspetto in questo paradiso per poter condividere il privilegio di vivere in vacanza immersi in questo mare di bellezza e dare il nostro piccolo grande contributo alla salvaguardia del pianeta oceano!