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YAMBU/SEVEN REEFS
Circa 300 Km a nord di Jeddah, nella regione di Yambu si trova il gruppo di barriere coralline chiamato Seven Reefs dove si svolge la crociera. Si presenta come un insieme di anelli di corallo affioranti fino alla superficie. Sott'acqua dei pianori con uno o più scalini che tendono verso il blu. Nella parte meno profonda del reef (-5/10 mt) è tutto un brulicare di vita, pesciolini colorati di barriera si alternano e si nascondono tra i rami di Acropore giganti miste ad anemoni rossi che ospitano decine di pesci pagliaccio tanto fotogenici quanto timidi. Solo poco più in basso alcionarie coloratissime ricoprono tutto quanto e tra di loro molti pesci farfalla fedeli alla strategia del banco si stringono più vicini all'arrivo dei subacquei. Si scende ancora sullo scalino del pianoro (-30/40 mt), qui si ergono perpendicolarmente alla corrente gorgonie arancioni di dimensioni gigantesche. Uno sguardo nel blu è d'obbligo! Chi vivrà mai laggiù dove scorgiamo ancora un altro gradino? I barracuda ci girano intorno, sicuri di sé oscurano quasi il sole. Poi arrivano loro, i signori del mare, gli squali martello che ci raggiungono salendo dal fondo. Per niente intimoriti e quasi attratti da questa novità finalmente giunta anche nel loro mare... Sono tanti ed ovunque! Siamo ebbri di blu, ma bisogna tornare indietro, verso le gorgonie, verso le alcionarie verso quei pesci che talvolta sono prede ed altre volte predatori e ci regalano emozionanti colori stagliandosi contro una delle barriere più belle del mondo, contro un sole caldo che ci ricorda il deserto, le oasi e segreti a lungo nascosti dentro libri di favole... La costa con le sue dune dorate protegge i Seven reefs; qui il mare non è mai troppo mosso come in altre zone del sud del Mar Rosso ed il periodo migliore per andarci va da maggio ad ottobre, quando l'acqua tiepida e limpidissima accoglie il maggior numero di squali martello. La partenza da Milano, ogni venerdì, con un comodissimo volo della Saudi Arabian Airlines che arriva direttamente a Jeddah. Qui efficientissimi incaricati accolgono i nuovi arrivati. Subito sembra di entrare in una realtà lontana anni luce dalla nostra, fugata, però dalla presenza di un pullman super moderno ed accessoriato che ci accompagna al luogo di imbarco. Tre ore di tragitto , fatte di notte non consentono di godere la bellezza del deserto fuori dal finestrino. All'arrivo un breve briefing sulla barca e poi tutti a letto in attesa del giorno successivo e della prima immersione.

FARASAN BANKS
L'arcipelago delle Farasan è costituito da un vasto banco corallino composto da una moltitudine di isole e reef che si estendono dalla zona sud di Jeddah, fino alla costa Yemenita. La parte Saudita delle Farasan è divisa in due zone denominate Farasan Banks e Arcipelago Farasan. Le nostre crociere si svilupperanno nell'area dei Farasan Banks, costituiti da piccole isole e una moltitudine di reef, di cui la maggior parte semiaffioranti. Base di partenza della crociera è il porto di Al Lith situato 230 km a sud di Jeddah. Dopo una navigazione di circa 3 ore si raggiungeranno i primi siti d'immersione; piccole isole di sabbia bianca si alternano con reef semisommersi. Veri e propri coni vulcanici salgono con pareti verticali da profondità superiori ai 500 mt. sui quali si sono formate le isole. Inesorabilmente rapiti dalla magia di questi luoghi primordiali ci si rende immediatamente conto di trovarsi in un mondo sconosciuto ed inesplorato. Su tutte le isole vivono colonie di volatili che rendono i Farasan Bank un vero paradiso naturalistico e uno dei luoghi più incontaminati e selvaggi del pianeta, le isole hanno tutte una forma allungata, modellate dalla direzione dei venti predominanti ed è proprio su queste punte, laddove spira più forte il vento che si radunano gli uccelli. Le spiagge sono segnate dalle tracce delle tartarughe che durante la notte raggiungono le calde sabbie per andare a deporre le uova che presto si schiuderanno e i piccoli animali compiranno a ritroso il tragitto delle loro madri per raggiungere le acque nelle quali cominceranno la loro vita di animali marini. Queste isole sembrano tutte simili, tuttavia ognuna di loro custodisce i propri segreti, a partire dalla differente composizione dello strato corallino fossile che ne determina la loro nascita. Osservando le spiagge si scorgeranno invece i segnali della loro storia quotidiana come pezzi di fasciame dei sambuchi, le tipiche barche dei pescatori del Mar Rosso, naufragati chissà quando e ormai erosi dal mare, lunghe cime di canapa, un remo semisommerso dalla sabbia e a ben guardare continueranno a comparire sempre nuovi segnali, come se ognuno di loro volesse improvvisamente raccontare la sua storia rimasta sepolta per tutti questi anni. Caratteristica comune a tutti i siti d'immersione è l'incredibile varietà di corallo duro presente sui pianori e l'enorme quantità di pesce, laddove batte la corrente. Scendendo lungo le punte si osserverà il passaggio del grosso pelagico tra cui lo squalo tigre più volte ammirato in diversi siti d'immersione. Dall'isola montagnosa di Abu Latt, dove si sosterà prima di rientrare in porto, si potrà ammirare uno scenario naturalistico mozzafiato, semplicemente meravigliosa per la sua forma e per i suoi colori, abitata da colonie di uccelli, ci accoglie maestosa all'interno di una delle tante lagune dall'acqua verde smeraldo. Ci troviamo in un luogo primordiale dominato soltanto dalla natura e dal mare, dal quale spuntano magicamente rocce a forma di enormi panettoni. Abu Latt racchiude in se tutta la magia selvaggia dei misteriosi Farasan Banks; siamo coscienti di trovarci in un luogo dove ancora la natura ha il sopravvento sull'uomo e non ci rimane che sperare, che questo impagabile privilegio possa rimanere intatto il più a lungo possibile. I Farasan Banks costituiscono un vero paradiso naturalistico grazie alle colonie di uccelli marini che vi nidificano e sono considerati una delle zone più selvagge del pianeta. Soltanto l'ammiraglio Cousteau nel 1963 aveva soggiornato per un breve periodo da queste parti e scrisse "The living Sea" nel quale raccontò i Farasan Banks come una delle aree più affascinanti esplorate nel corso della sua prima spedizione in Mar Rosso a bordo della Calypso.